Gautier*, cara Clara, ti ha conosciuta soltanto ora, leggendo di te nei nostri post recenti,e poi leggendo i tuoi scritti nel tuo blog. Noi verremo ancora, qui. Ci sono così tanti scritti tuoi ( e commenti) che torneremo in silenzio a leggere e a ripensare, ma ora è anche vero che occorre un segno tangibile che con dolcezza "chiuda" simbolicamente il contatto delle parole scritte, dopo i nostri saluti e la grande tristezza condivisa.
Gautier , non conoscendoti, ti ha dedicato un bellissimo post, che incollo qui sotto. Ciao cara un abbraccio senza fine da tutti. (Mir. E grazie Adriana per questa fiducia: verremo in tanti a trovarti a Firenze, e forse ci porterai, vero, a vedere il giardino con le rose di Clara?)
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* Un viale stretto come un abbraccio e lungo come il fiume di splendore che avrei voluto navigare.
E’ li che ti vedo avanzare, bella, sorridente, leggera come il verso più dolce di una poesia ancora tutta da sognare, da vivere, da raccontare. Avanzi conquistata dalla pace, dai colori, dalla luce e dalle mille e più stagioni che qui non conoscesti.
Pregherò per te, io che non so pregare, e chiederò a Dio di inventare un’eterna melodia che ti culli di giorno e ti addormenti piano la notte; chiederò alle stelle di prendersi per mano e danzare per te, pregherò che il cielo ti diventi tela affinché la luce dei tuoi occhi e i colori della tua anima possano dipingere quello che le parole non seppero forse raccontare. So che la luna si farà piccola per te, tanto da farsi legare ad un filo e lasciarsi accarezzare dal tuo sguardo di bambina incantata e so che correrai, dolcissima e felice, giocando con gli angeli con i quali imparerai a volare, finalmente, incredibilmente a volare.
E volerai dentro il senso divino dell’armonia, volteggerai sospesa al di sopra delle nostre parole inadeguate, insegnerai a tuo figlio la strada della mente che conduce a te quando gli mancherà la tua carezza e non basterà il ricordo.
Perdonami Clara se le nostre strade non si sono mai incrociate, perdonami se di te so solo che eri migliore di me…
Che dirti ancora? Noi qui ci attardiamo fra le cose che conosci e che hai amato; continuiamo a credere e sorridere, sbagliare, capire e non capire; continuiamo ad amare ed amarci cercando di non fare e non farci troppo male, perché questo è in fondo il solo senso possibile di questo nostro tempo migliore.
Un viale stretto come un abbraccio e lungo come il fiume d’amore, è li che questa notte i miei pensieri ti accompagnano…
Questa testimonianza corale è una grande consolazione, è come se in tanti ci fossimo riuniti qui in un luogo virtuale, che mai come oggi mi sembra reale e pieno di emozioni, per essere vicini alla nostra Amica in un grande abbraccio.
Fra tutti i commenti e le testimonianze che avete lasciato ne scelgo una, è una poesia di Tagore, bellissima. A tutti , grazie.
Dammi il supremo conforto dell'amore,
questa è la mia preghiera.
Il conforto che mi permetterà di parlare,
agire, soffrire secondo la tua volontà,
e di abbandonare ogni cosa per non essere
lasciato a me stesso.
Fortificami nei pericoli, onorami con la tua sofferenza
aiutami a percorrere i cammini difficili
del sacrificio quotidiano.
Dammi la suprema confidenza dell'amore,
questa è la mia preghiera.
La confidenza nella vita che sfida la morte,
che cambia la debolezza in forza,
la sconfitta in vittoria.
Innalzami, perché la mia dignità, accettando l'offesa,
disdegni di renderla.
Questo è il post che non avrei mai voluto scrivere.
La nostra cara amica Nuova Fiordiloto, la carissima Clara, è andata a profumare altri Luoghi.
Ci ha lasciato domenica mattina, 3 settembre, dopo una malattia con la quale aveva convissuto con coraggio e serenità, senza mai perdere la gioia di vivere, la curiosità di vivere, la fiducia di vivere.
Ancora negli ultimi mesi aveva fatto, con noi amiche fiorentine , alcune vacanze, a giugno e a luglio eravamo al mare e ha fatto anche dei bei bagni; siamo state al cinema, abbiamo fatto incursioni in pizzeria e visitato posti nuovi.
Aveva ancora tanti progetti: la Cornovaglia, Dubrovnik, Parigi., il suo Abruzzo. Era consapevole, perfettamente, della gravità del suo male, sapeva che il suo tempo era breve. E per questo , o nonostante questo, ha amato ogni giorno che le è stato concesso, ha apprezzato ogni tramonto, ogni passeggiata, ogni dolcetto, ogni film; è stata attenta e interessata ai problemi degli altri e al futuro del mondo, fino all'ultimo giorno. Nella nostra ultima telefonata, sabato sera, mi ha chiesto notizie dei miei familiari, mi ha raccomandato di non prendere freddo perchè ero in campeggio.
La fine è arrivata improvvisa, anche se non imprevista, e senza sofferenza.
Ricordatela con pensieri positivi, pieni di luce, perchè il suo spirito possa veramente essere libero.
(Anairda)
Ho il cuore gonfio oggi, che farci! Solo accettare quest' acredine in bocca e dar fiato ai sospiri Un mondo aspro questo, che certe volte sento di riuscire appena a sopportare; e mezzo pomeriggo a sentirmi dire da chi mi voleva consolare "che vuoi fare, non ci pensare".E' una frase che ho sempre odiato questa. Poi mi sono detta che sì, posso accendere la televisione, chiudermi a chiave nella mia casetta, non rispondere al telefono (Questo veramente qualche volta lo faccio già). O mettermi sotto le coperte e far finta di niente. Potrei provare. Praticherei l'ndifferenza; per chi si porta sulle spalle i grossi pesi della propria vita e per chi ruba innocenza e infrange illusioni.L' indifferenza che prima scava un gran vuoto nel cuore e poi lo riempie con falsa sicurezza e tanta vera solitudine.
Ma per carità! Solo a pensarlo, oltre al mondo comincio a trovare insopportabile io stessa.E poi per fingere di dormire dovrei rinunciare a tante cose, a quello che chiamo il gusto della vita, di cui fanno parte anche l'acredine e gli amari sospiri. Anche la rabbia e la fatica. Troppo noiosa per me l'indifferenza. Ora mi faccio un tazzone di the verde e mi schiarisco meglio le idee . Anzi lo preparo per tutti se volete. E' corroborante, antistress, fa bene anche alla memoria. Chissà come ci sentiremo meglio domattina!
Canzoncina allegra con musica a piacere.
Vorrei rotolare su un umido prato e stonando cantare canzoni d'amore.
Su clivi dorati andare a perdifiato cercando l' eco del mio nome.
Vorrei cullare con magici suoni i colori d'un sole che muore
E infine, stella che sorride al mattino,vagare ancora senza chiedermi dove.
Tutti, assolutamente tutti, abbiamo diritto a qualche
canestro nella vita. Perciò forza con gli allenamenti.
"Signora, ci pensi bene perchè la decisione ultima sarà sua." I fogli vengono rimessi in cartella e i camici bianchi sventolano verso la porta. Ma io non ho capito; le parole mi sono rimaste sospese intorno e poi si sono dissolte ondeggiando.Sono piccola e rincantucciata nel grande letto dei miei tra le lenzuola fiorite. Forse ho la tonsillite e mi metteranno tra pianti e urla rituali le solite supposte. La mamma mi porterà il latte caldo e il librino prima di uscire , poi verranno di nascosto le zie a riempirmi la tasca di caramelle. Le riporrò per voi su un angolo del cassettone, amici di blog,tranne quelle alla fragola che mi piacciono tanto. Prima di tornare di nuovo qui e di nuovo adulta.
Tre sorelle. Una è malata, voce flebile,flebo dopo flebo, ossigeno. Sguardo preoccupato ma lucido e tenace. Le altre ore e ore vicino al suo letto, in deroga ad ogni consuetudine e regola qui in reparto.Spesso in silenzio, ma poi improvvisamente parlottano tra loro con un affiatamento e una reciproca comprensione, che cominciano a coinvolgere anche me.Attente alla loro protetta, ne capiscono ogni cenno e l'aiutano senza mai prevaricarla. A dar loro un semplice sguardo si può avere l'impressione di un cerchio un pò chiuso ma pian piano vengono fuori le storie, le loro la mia; e il cerchio si apre quasi ad abbracciarmi. Ora mi offrono le caramelle al miele e rivolgono anche a me i loro sguardi d'intesa. Mi piacciono molto i cerchi quando s'aprono. Per far entrare e per fare uscire.
Prima o poi il mio bisogno di parlare di me sarà impellente. Per ora rimando perchè, ogni volta che mi penso, sento un vuoto che non so riempire di niente. Ci tengo a inviarvi questo piccolo quadro d'amore che ho rimirato per giorni con malinconia finchè non ne sono stata accolta e assorbita. Ora ne faccio parte e la malinconia s'è trasformata in dolcezza. Abbracci circolari ed aperti a tutti voi.
Fare i conti con la realtà e i limiti mi è sempre stato difficile; non ho mai superato del tutto il senso di onnipotenza dell'infanzia. Era come se il mondo fosse laggiù e io potessi volare alto senza vederlo e plasmarne un altro "a mia immagine e somiglianza". Credo che fosse il meccanismo che avevo privilegiato per restare a galla nel mio forte disagio infantile. Ma io crescevo e il disagio non spariva, cambiava solo nelle forme.A volte era un soffitto che d'improvviso si riempiva di crepe, altre volte era qualcuno o qualcosa d'inarrestabile che sembrava invadesse il mio io inconsistente. Il principio della realtà l'ho eluso per anni e intanto annaspavo per mancanza d'aria. Fu durissimo anche solo cominciare a rendermene conto e c'è ancora tanta strada da fare ma la realtà ora mi è spesso maestra. Non nel subirla; davvero non l'ho mai subita a lungo; questo ho sempre sentito di doverlo sia a me sia a mio figlio.Ma nel senso di comprenderla, viverla invece di fuggirla; nel senso di curare la crescita del mio intimo spessore.Il vuoto in cui mi sentivo a volte soffocare s'è negli anni via via un pò riempito e nel disordine della mia vita, unico elemento rimasto "a mia immagine e somiglianza", l'ossigeno ora circola.
E' qualcosa di lucido e molto intimo ciò che oggi affido a chi passerà di qui a lasciarmi un saluto, con l'abituale fiducia nel confronto con le vostre esperienze e che i vostri commenti, anche i più critici, mi saranno d'aiuto.
Liberi respiri a voi e a me, amici di blog.
La mia Annina ora sta male. Tra sonde e sacchetti vomita bile. Mi è stata simpatica a prima vista. Schietta mugellana dal sorriso raro e la battuta dura. Ieri, dopo due giorni di reciproca osservazione, abbiamo rotto il ghiaccio e ci siamo messe a parlare delle nostre bestiole, lei dal suo lettino a cancelli e io appoggiata allo stipite.Da una vita l'Annina raccoglie gatti e cani abbandonati nella terra intorno alla grande casa. Con poche parole e lunghi sguardi d'intesa da vecchia contadina che sa come va il mondo, mi ha raccontato le loro storie intrecciate alla sua e in meno di due ore, di gatto in gatto e di cane in cane,m'è passata davanti tutta la sua vita, mentre la penombra accoglieva silenziosa 75 anni d'amore, fatica e la quasi gelosia dei ricordi.Era ragazzina e lavorava nei campi, con suo marito si conobbe a ballare; poi una bimba biondissima e la vedovanza precoce;il ritorno ad una grande famiglia silenziosa ed unita. E poi tante lacrime sulla mano che stringeva la mia.E' il regalo più bello che ho ricevuto da tanto tempo.
Vorrei suonare, randagia da sempre, a quella grande casa in un giorno di freddo. Mi lascerebbero volentieri davanti al fuoco con una ciotola di latte caldo vicino. Tanta calda accoglienza a tutti voi, amici di blog. Il mio camino è già acceso.
Vorrei dire tante cose e non so. Comincio e poi torno daccapo.Voglio dirvi della mia tenerezza per chi qui lascia saluti, abbracci e pensieri.E che anche nel mondo blog a modo mio m'innamoro.Mi basta per questo percepire nelle parole ed immagini, dichiarazioni di idee e di noi che ci offriamo un momento più intimo, un cambiamento di tono, come quando si incontra qualcuno e si nota un moto particolare dello sguardo o un improvviso rossore. Quando il mio Sallì, che già stimavo, ha svelato, quasi scusandosi, le sue inquietudini, un malessere più personale, me ne sono innamorata. E da Ciokki da subito sono stata semplicemente stravolta.
C'è un bel blog che si chiama "finestra sull'anima".Ogni volta che sento una finestra aprirsi sulle vostre, io guardo dentro e sento il cuore battere forte. Tanto lui ha posto per tutti. Vi abbraccio.
Dopo giorni di inutili tentativi ho messo le mani sul computer del reparto. Grande regalo la notte e la gentilezza delle infermiere. in cambio ho parlato di voi e delle belle cose che mi comunicate.
I vostri commenti che ho letto solo ora (forse un po' di malinconia e una punta di depressione),sono un aspetto importante della mia esperienza di vita. E' buffo che proprio quando mi sentivo di nuovo pronta e avevo chiesto un portatile l'ho trovato pieno di virus e e l'ho dovuto spedire dal tecnico.Ora per qualche giorno dipenderò dalla mia capacità di clandestinità notturna,assimilata nell'infanzia. Ho ancora in bocca quel buon sapore di ciliegine sotto spirito che sottraevo dal barattolo nella credenza quando tutti dormivano e io riuscivo a restare sveglia più a lungo.
per ora non ho la possibilità di venire a trovarvi e a ringraziarvi uno per uno,ma una ciliegina al liquore la offro ad ognuno nella confezione migliore.

La nostra cara Fiordiloto e' di nuovo in ospedale, l'ho sentita oggi:ha una decisione difficile davanti.Se viene qui voglio farle trovare tutto il mio e il vostro affetto.
Ti voglio bene Clara.
Marietta

Cala Violina, Grosseto
EVVIVA tutti al mare! Per tre o quattro giorni pensatemi in quel di Liguria, che il mio amico di blog Lorenzot mi ha dolcemente ricordato con le sue bellissime fotografie.Finalmente lo potrò accarezzare, annusare, respirare. Parto con uno zainetto pieno di allegria e dolci aspettative.
Un ricordo indelebile della mia vita è di quando anni fà accompagnavo delle persone anziane nei soggiorni-vacanza organizzati da alcuni comuni toscani. Un'estate nel mio gruppo c'erano tre degenti dell'ospedale psichiatrico di Firenze. Ci avevano passato la vita e due di loro non avevano mai visto il mare. Si fermarono sulla riva, vestiti di tutto punto, scarpe comprese, a guardare quella misteriosa distesa azzurra per la prima volta nella loro vita.Aspettammo a lungo e col magone;non riuscivamo a riprenderci ,loro da quella meravigliosa esperienza e io dalla mia, altrettanto meravigliosa.
Ho letto solo ora i vostri bellissimi commenti. Mi hanno fatto pensare ai tanti percorsi, alle tante rotte diverse di ognuno di noi, ma anche ai fari, alle sirene nella notte, alle richieste d'aiuto e ai generosi soccorsi. Vi abbraccio.
Rintanata in quel di Romagna, riapro il pc dopo tanto tempo grazie alla gentilezza dell'omino della casa accanto.Ho perso tante cose del mondoblog. Anche la possibilità d'intervenire ad una trasmissione radiofonica. Ma mi ha fatto bene tanto isolamento. Ho usato il tempo, soprattutto serale,per rivedermi le bucce. Ed ho fatto una scoperta meravigliosa che siete i primi a conoscere. A chi anni fà, anzi mesi fà, mi avesse chiesto dei dolori più forti della mia vita, avrei risposto, o urlato, tante cose. Di nuovo il magone, di nuovo la rabbia.E ancora i sensi di colpa. Ora guardo esitando al tragitto fatto e scopro con emozione che a quella stessa domanda non avrei più risposte da dare. Solo ricordi, resi leggeri dalla comprensione delle parti in gioco, soprattutto le mie. La bambina angosciata che cercavo per consolarla mi tiene per mano sorridente, l'adolescente ansiosa si guarda intorno serena ed è decisa a crescere; la donna che si sentiva abbandonata, sola e in lotta col mondo, si è trasformata senza accorgersene in una fresca pagnottella di giornata. Le corde si sono sciolte, i nodi allentati. Mi rimane solo tanta curiosità per l'avvenire. Carissimi, è ciò che sinceramente vi auguro. Una volta allentati i nodi e spiegate le vele, tanta curiosità per ciò che apparirà sulla rotta di ognuno.
Ed ora tutti al timone.
L'avrò rifatto cento volte prima di ritrovarne il vecchio sapore; quello antico del the freddo delle zie nei pomeriggi estivi , in vecchie case un pò malinconiche di provincia.O di quello che nei pranzi al mare, dopo il timballo e le crostate, veniva versato a noi bambini invece del caffè. Ho rincorso per anni quella freschezza gustosa e bibitosa provando e riprovando le dosi, tormentando mia sorella con assillanti richieste di memorie e gli amici con gli assaggi obbligati. Finalmente nel periodo del bar, una mia cliente, una vecchietta del Casentino, mi disse semplicemente: dimenticati per una mezz'ora due bustine di buon the in un litro d'acqua quasi bollita,con quattro cucchiai di zucchero e un limone strizzato. Mi raccomando,che sia al bergamotto. E lascialo freddare. Magari con un pizzico di cannella.Sentirai com'è buono. Ed eccolo qui il bigliettino dove m'ero appuntata le sue poche parole, più che altro per farla felice. Non sarà certo la stessa ricetta del the della mia infanzia ma quella donnina era così carina coi suoi vestiti a fiori, così tenera con le storie dei suoi vecchi amori e generosa di sorrisi luminosi che mi sembra di aver ritrovato una di quelle ricette misteriose e semplici, che le donne passavano alle donne della nuova generazione come segreti di famiglia.
Ho preparato tante bottiglie di the freddo, senza cannella però; non ne ho avuto il coraggio. Ho tirato fuori i bicchieri alti a fiori, da bibita. E vi aspetto all' ombra dei begli incontri della mia vita per condividerli ancora con voi. Cari amici di blog.
Anch'io in vacanza. L'ho deciso ieri. Mi prendo una settimana o giù di lì. La passerò tra la casa e il giardino. Abito in un piccolo seminterrato abbastanza fresco e il cappello di paglia già ce l'ho.Uscirò ogni tanto a vedere il tramonto e a godermi la luna proprio in fondo alla strada. Ho ritrovato anche la ricetta per il the freddo fatto in casa, che mi aveva scritto una cliente di quando avevo il bar.
Perciò arrivederci fra una settimana. Vi saluto con nelle orecchie quella bella canzone di Baglioni, la vita è adesso, che ho ascoltato poco fà nella replica del concerto per l'Africa.Buone vacanze a tutti, cari e insostituibili amici di blog.
Che sorpresa trovare i saluti e i palloncini della Signorina Marietta! E certo che eravamo emozionate! Ma anche buffe. Lei che soffocava dietro la mascherina ( che occhi icredibili, vellutati e dolcissimi) e io col pigiamino a fiori, tipo bomboniera della comunione,che spargevo dappertutto le mie risatine sceme.Tutto sotto il segno dell'eversione; abbiamo fatto cose proibitissime, ci siamo sbaciucchiate e strizzicchiate ogni 5 minuti.E sono ancora viva e vegeta. Se questo non vuol dire andare contro i pronostici....
La Signorina Marietta m'ha portato fortuna.Incredibile ma vero, vi sto scrivendo da casa.Mi ci fermerò solo per qualche giorno ma va bene lo stesso. E sono troppo felice per sconvolgermi del disordine o del telefono staccato, del telecomando rotto, dei mobili spostati,della lavatrice che non funziona, delle cose fatte a metà.Sono riuscita a contenere i brontolii e anche il tono della voce.Così mi sono rilassat e ho contribuito allegramente al casino generale. Ma che me ne importa, mi sono detta mentre mi si rovesciava per terra una vaschetta di ravioli (un pò mi dispiace però); fa niente , ho insistito mentre osservavo una miriade di moscerini su un'enorme buccia di cocomero, dimenticata da stamattina.Non è grave, ho sussurrato tra i denti al gatto rosa, che è riuscito ad infilarsi in casa giusto in tempo per vomitare tutta l'erbetta del mio giardinetto sul pavimento del tinellino.Non sono una donna disperata in Iraq nè sto vedendo morire di fame i miei figlioletti in sudan. Non me lo dimentico mai quanto sono fortunata. Il colmo dello splendore è che stamattina m'è arrivata una cartolina da Mirella, la mia Mirellik Diabolik, dalla sua vacanza in Sardegna.E ora Tommasik mi porta la pizza.Quante cose ho per essere felice. Il cuore mi canta d'allegria. E allora ....Che me n'import'ammeè se non son bellaaaa che ccè l'amore mioo che ffa il pittoreee...AAA pittori cercasi, amici di blog.

Approfitto della tua fiducia che mi fa entrare nella tua pagina per farti una piccola sorpresa e dirti solo una cosa:incontrarsi e' stato bellissimo e non so esprimere a parole tutta la mia emozione, che forse non traspariva esteriormente ma dentro mi scuote.
Ti voglio bene
Marietta
Incredibile ma vero. Domani la Signorina Marietta ed io ci guarderemo negli occhi. Soprattutto io sarò concentrata nei suoi , visto che tra grembiule sterile, cuffietta, mascherina, più un paio di babbucce usa e getta che dovrà indossare, potrò vedere solo quelli. Ma chissà che belli, luminosi e sorridenti saranno.La voce sarà soffocata dalla copertura e lei, sicuramente, intabarrata così, non solo diventerà un campo sterile degno di un grande intervento chirurgico, ma rischierà di schiantare di caldo.Nonostante tutto, credo che entrambe saremo molto felici, anche se non potremo neanche abbracciarci.Ma prima che vada via, proprio quando starà già alla porta, le chiederò di scoprirsi il viso per un attimo. E così potrò dirle ridendo "cucù, ti conosco mascherina"
Auguro una Signorina Marietta a tutti voi, amici di blog. E anche tanti scherzetti.Se passerete di qua, all'ematologia di Firenze, giocheremo a nascondino tutti insieme.
Quasi ogni giorno nella mia cameretta si fionda un Elfo, rivestito di verde sterile,cuffietta schiacciata sul cranio rasato, lo sguardo luminoso teso verso di me al di sopra della mascherina. Mi guarda fiducioso e mi avvolge con la fresca irruenza delle mille idee giornaliere. Si succedono rapidamente il Tommi Spendaccione, Tommi Studioso, Tommi in Fermento.
"Mamma, ho comprato alcune cosucce per camera mia. Giusto per rinnovare un pò, poi ti spiego"Aggiunge sfuggente (Il mio cuore da un balzo, ma perchè gli ho lasciato il bancomat!). "Sai, devo rimandare alcuni esami; ho cominciato a tradurre un antico testo dal sanscrito" (penso,allibita, al mio ramo di follia paterna). Prima di andarsene, proprio quando è già sulla porta si gira e mi fa "Dimenticavo. Ho chiamato il muratore per qualche ristrutturazione in casa. Ti telefono dopo, ora è tardi" Jico de puta. Sono quasi al collasso.
Fin da quando era un piccolo Puffo, appoggiata soltanto dai suoi meravigliosi maestri, l'ho sostenuto nelle sue tante disparate iniziative.Non lo fermerò certo ora che è diventato un Elfo. Così mi rilasso sul lettino e mi lascio travolgere da questo fiume di vita.
Tanti Puffi ed Elfi ad ognuno di voi, cari compagni di strada.Tanti cambiamenti, ristrutturazioni. Tanta vita per tutti.
Mi piace star qui, come scoglio nel mare, mentre voi andate e venite, onde in continuo movimento. Mi lasciate i saluti e ripartite dandomi la certezza del ritorno e della continuità.
Qualche giorno fà ero proprio di pessimo umore; pensavo che la realtà la si può alleggerire, sdrammatizzare ma mai eludere. E che pesa, ma quanto pesa. E poi stamattina mi è tutto apparso , in un altro modo; la realtà non si può eludere ma la si può alleggerire, sdrammatizzare e ci si può anche ridere su qualche volta.,
Ed è con questo bellissimo pensiero che vi auguro vacanze meravigliose, splendide nuotate al chiaro di luna, scalate alpine, allegre cocomerate, sgocciolanti gelati. Anch'io passerò una bell'estate. L'ho deciso proprio oggi.Non sempre posso scegliere il percorso da fare ma il modo di farlo sì, sempre e comunque.L'ho sempre pensato ma me n'ero dimenticata.Una pioggia di baci a chi passerà di qui.
Una giornata settembrina. Il mio mare lo riconosco subito; è quello dove ho sciaguattato tanto da bambina, giocato a pallone da ragazza schizzando gli amici. E poi tante passeggiate solitarie indagando su insolubili perchè.Vedo tante persone sparse sulla riva, accoccolate sulla sabbia. Lanciano sassi piatti nell'acqua per farli rimbalzare. Corro anch'io, felice come di una qualche missione gioiosa e speciale; e mi unisco agli altri, sconosciuti ma uniti da quel gesto rituale.Guardo il verde chiaro e le scie che vi s.'intrecciano. Con mia madre feci il primo lancio della mia vita, con mio figlio l'ultimo, nel laghetto della fortezza.Questa traccia di gioia e di libertà m'ha lasciato la notte.
Tanti lanci fortunati, amici di blog. Tante possibilità ad ognuno di voi di piccole e grandi sfide da vincere.
Ormai da un mese sono di nuovo nella cameretta sterile. A dirla tutta, in grande agitazione. Ho perfino trattato male Tommi Preoccupato perchè mi faceva gli scherzi e le carezzine alla schiena. "Smettila" gli ho ringhiato a bassa voce. Ho visto il suo sguardo cambiare e restare appannato. Un graffio a quel patto solidale che, io mamma e lui figlio, in percorsi sempre rinnovati, abbiamo consolidato tra contrasti, contrattazioni e risate. Gli ho chiesto scusa e per fortuna c'è stato il tempo di sorriderci ancora e ancora prima che andasse via.
. D'ora in poi cercherò di trasmettergli ogni volta l'amore che ho per lui e per il mondo. Di dargli conferme della fiducia che ci fa sentire tante volte dalla stessa parte. E di sorridergli a cuore aperto, ogni volta come fosse l'ultima.
Anche a voi, cari amici di blog; a cuore aperto, ogni volta come fosse l'ultima.
